Primo Maggio, Covid e Fase 2: numeri e spunti verso la ripartenza

La festività del Primo Maggio ci consente una riflessione e una lettura dei dati INAIL sui contagi sul lavoro da COVID-19 anche in vista della Fase 2.
Nella giornata dedicata alla Festa Internazionale dei Lavoratori, all’indomani del giorno in cui l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha rilasciato sul proprio sito web i primi dati sulle denunce da Covid-19 di origine professionale e alla vigilia di una ripartenza delle attività tanto auspicata, vogliamo ribadire la necessità di un’attenzione alla prevenzione e alla sicurezza nel posto di lavoro.
E’ opportuno rammentare che – come già dettagliatamente trattato nel seguente articolo https://www.silvestriniassicurazioni.it/contagio-da-covid-19-sul-posto-di-lavoro-quali-tutele-per-limprenditore/ – per quanto concerne i lavoratori dipendenti e assimilati, al ricorrere dei requisiti soggettivi prescritti dal d.lgs. n. 38/2000 (lavoratori parasubordinati, sportivi professionisti dipendenti e lavoratori appartenenti all’area dirigenziale) e dalle altre norme speciali in tema di obbligo e prestazione assicurativa Inail, detto Istituto tutela le affezioni da Covid-19 in occasioni di lavoro inquadrandole, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro, come previsto dall’art. 42 del d.l. n. 18 del 17 marzo 2020.
Le denunce di infortunio a seguito di Covid-19 segnalate all’Inail alla data del 21 aprile u.s. sono 28.381; un dato significativo soprattutto se lo si analizza per fasce di età e per categorie professionali degli infortunati.
A tal proposito, l’analisi alla luce del primo dei parametri suindicati mostra il seguente scenario:
- Il 43,0 % del totale delle denunce riguarda la fascia 50 – 64 anni;
- Il 37,3 % la fascia 35 – 49;
- Il 17,7 % la fascia 18 – 34;
- Il 2% la fascia over 64.
Con riferimento, invece, alle attività produttive colpite, il settore della Sanità e assistenza sociale, cui l’Inail riconosce la presunzione semplice di origine professionale dell’infezione, registra il 72,8 % delle denunce ripartite nel modo seguente:
- 45,7 % categoria tecnici della salute;
- 18,9 % categoria operatori socio-sanitari;
- 14,2 % categoria dei medici;
- 6,2 % opertori socio-assistenziali;
- 4,6 % personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione.
Dai dati diffusi dall’Inail si evince, inoltre, che delle 28.381 denunce di infortunio ben 98 sono con esito mortale a seguito di Covid-19 e che il 42,2 % di quest’ultime interessa il settore della Sanità e assistenza sociale, sicché è evidente che la maggior parte di esse riguarda altri settori interessati dalla epidemia in corso con tutte le conseguenze che ne derivano in capo ai datori di lavoro.